sollecitato dal balestra, che mi da` del polemico disfattista, mi sono promesso da tempo di scrivere un post piu` articolato, in cui spiego nel dettaglio cosa c’e` che non va nel governo, in particolare nella sua (fin qui scarnissima) politica economica. …e su come il partito democratico debba necessariamente affrontare la questione liberale, sancendo un taglio netto ed una maturazione culturale rispetto al passato da cui, sia pur onoratamente, proviene.
per questioni di tempo postpongo una volta di piu` la promessa. ed anzi rincaro la dose di disfattismo polemico e sterile(*), richiamando l’attenzione su un fatto, che chiarisce in maniera cristallina il limite culturale del governo (in alcune sue componenti, e` chiaro!), ed in particolare la scarsa capacita` di comprendere come un sistema economico di mercato funzioni:
proteste-tariffe.html
in poche parole, abolire i costi di ricarica per legge, era una cosa ridicola: solo chi e` completamente a digiuno delle minime nozioni di economia (seriamente: parlo di roba da microeconomia 1, primo anno di universita`) puo` pensare che una legge che vieti una roba simile possa essere efficacie: le imprese, in un sistema di mercato, possono raggirare il divieto in mille modi! …ed e` inutile che si faccia demagogia, dicendo “il governo lo ha vietato, quindi non voleva”, e puntare il dito contro le societa` che sono “cattive ed avide accumulatrici di profitti”… questo e` il loro ruolo, in un sistema capitalistico, e questo deve essere. se al governo sta a cuore che i consumatori paghino prezzi inferiori, non puo` imporlo per legge, ma deve agire sulla struttura di mercato…
queste sono cose che ormai si sentono tutti i giorni al bar. anche uno completamente ignorante in economia, se decide di farlo, riesce a metter su discorso sul perche` il mercato e la concorrenza sia l’unico modo per ridurre i prezzi…
ma allora io mi chiedo: perche` il governo spreca tempo e soldi in un provvedimento oggettivamente inutile? …davvero questi non sanno micro-1?, o si e` soltanto provato a fare demagogia, contando sul fatto che i cittadini non sanno abbastanza di economia per sapere che la legge sarebbe stata aggirata di sicuro?
la domanda appena posta, non e` retorica: a volte ho davvero il dubbio che non sia malafede, ma incompetenza.
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(*)tuttaltro!…e` solo sarcasmo…
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Eloi
tutto quello che va sotto il nome di “lenzuolata di liberalizzazioni alla bersani” in realtà sino ad ora sono stati provvedimenti nel migliore dei casi molto light e in alcuni casi vuoti slogan.
ora si puo sindacare su quanto possano avere senso materiale, ma è innegabile che per una colazione al 20% comunista al 50% ex comunista e liberale e riformista solo al 30% cominciare a masticare e prendere confidenza con l’idea di liberalizzare, e far loro pronunciare ritornalli tipo “liberalizzare è di sinistra” assolve un ruolo chiaro e importante: creare consenso intorno al tema.
come ben sai anto, le vere liberalizzazioni sono altre, ma non ci si può arrivare dal nulla, ci si deve arrivare con un percorso che le rendano possibili anche in un paese sindacalizzato e corporativo come il nostro.
io la vedo che dopo un anno di piccole liberalizzazioni come queste, avendo aperto un dibattito nel paese (perchè questi sono temi di cui la gente parla), tu possa presentarti con proposte più forti.
ora quando SPERO CHE QUESTO GOVERNO NON CADA e che abbia tempo auspico questo, perchè verosimilmente la prova del nove non la fai a 6 mesi dal voto dopo i primi provvedimenti, la fai alla fine del 3 anno di governo.
io anto credo davvero dovresti essere così duro con un governo di destra su questi temi ma non con un governo di sinistra.
ti rendi conto che noi qua si va a convincere il più grande partito della sinistra d’italia a fare cose di destra?
e la ragione per cui rischio di prendermela è che nel tuo ultra razionalismo economicista non veda la generosità di persone che ogni giorno si sforzano di tenere da parte la loro storia e la loro identità e di fare quello che è giusto per il paese.
il dibattito primaditutto CULTURALE che attorno alle bersanizzazioni si crea è questo: “è giusto quello che giova a me o è giusto quello che giova al paese?”