quelli che “le tasse sono bellissime”…

<  quelli che “le tasse sono bellissime”…

toniciao a tutti.
è un po’ per (mancanza di) salute e un po’ per pigrizia che da qualche tempo non scrivo un post.

l’altro giorno ho letto un titolo sul sito di repubblica, per cui padoa schioppa avrebbe detto “le tasse sono una cosa bellissima”.

…ora, ammetto di non aver letto l’articolo, e di non essermi curato di leggere le preziose parole del ministro: l’irritazione è giunta immediatamente, se non altro perchè quali che fossero le parole, se su “la repubblica” (giornale quasi pateticamente filogovernativo) si traducono in “che belle le tsse”, deve proprio essere che, nella migliore delle ipotesi, il ministro di comunicazione non ne capisce proprio un cazzo.
…al di là dell’interpretazione più generosa, ovvero che si tratti solo di incompetenza comunicativa((*):vedi nota a piè di pag.), ci potrebbe essere una ben più seria questione economica.
…sicchè mi ero promesso di scrivere un post sulle tasse, di ampio respiro. certamente per pigrizia ho rinviato, finchè oggi ho trovato un bel post di alberto bisin (prof. di econ. ad NYU) sul solito NfA, con cui sono d’accordo al 99% (praticamente tutto tranne le ultime 2-3 righe. …sempre per pigrizia, anzichè scrivere di mio pugno vi riporto il link.

l’articolo parte con una recensine di un libro di oscar giannino, ma poi discute più puntualmente della questione fiscale.
…a quelli che s’interessano di economia (in senso lato), suggerisco caldamente di leggerlo. l’articolo è un po’ più tecnico di come probabilmente l’avrei scritto su questo sito. se qualcuno/a a cui interessano questi temi e che abbia letto l’articolo avesse delle domande e volesse dei chiarimenti, sarei contento di provare ad aiutarlo/a a capire meglio.
…con domande e risposte è molto più facile affrontare un tema, piuttosto che stutture un post ex novo. …e come dicevo, sono troppo pigro per l’opzione più complessa…
ciao a tutti,
ap

PS: ancora meglio, e semplice e incisivo, questo editoriale di giavazzi sul corriere di oggi (lunedì).

——————-
(*) (cosa gravissima per un politico oggi, ma comprensibile vista l’età del soggetto…chioso aggiungendo che è anche per la mancata sensibilità che solitamente persone di una certa età hanno rispetto ai temi della comunicazione che ci vorrebbe decisamente uno svecchiamento della classe politica. l’età oggi comporta limiti culturali serissimi!…tanto quando si è troppo giovani quanto quando si è troppo vecchi)

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6 Responses to “quelli che “le tasse sono bellissime”…”

Eloi

si, Padoa S. ha fatto un discroso da nonnetto; il discorso era tipo “dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una bella cosa, una conquista di civiltà”…

discorso che condivido ma che è suicida proporre così oggi in italia; la spesa pubblica, gli sprechi e le inefficenze sono mostruose e tutt’altro che civili.

i due articoli sono entrambi IL PUNTO, ma temo (per il mio paese) che il problema non sia della “sinistra”, neanche lo strapotente nanetto è realmente in grado di superare l’ostacolo.

mi scuso se sembrerò patetico o d’apparato se dico che serve una politica forte e un’organizzazione che mobiliti le persone, che le faccia uscire di casa e che spieghi perchè tutti si ha da calarsi le braghe e prendersi la propria dose di cazzi acidi.

mal comune mezzo gaudio. insieme ce la faremo, divisi cadremo.

Alessandro

astrattamente enrico ha tutta la ragione del mondo..in concreto..andare a chiedere sforzi ai cittadini è una sorta di suicidio politico: ogni categoria sosterrebbe di aver già fatto abbastanza sforzi in passato, e suggerirebbe di richiedere sforzi a chi ancora nn li ha fatti: i sindacati e la sinistra radicale chiederebbero di tassare ulteriormente gli imprenditori, la destra i dipendenti pubblici e le cooperative, i grillisti se la prenderebbero con la politica e via dicendo..un immenso scarica barile che, finchè nessuno agirà con responsabilità (il PD???? spero..) contribuirà a mantenere l’Italia così com’è.

Antonio

non e` i soldi pagati in tasse che fanno la civilta`, ma il modo in cui questi vengono spesi.
…le tasse di ceausescu finivano tutte a costruire la sua residenza…
pagare le tasse e` questione di legalita`, non di civilta`.
come le si spendono fa la differenza tra civilta` o no: basti andare nei paesi del nord-europa… per vedere la differenza di civilta` basta guardarsi attorno, anche in paesi con imposizione fiscale simile.
padoa schioppa non lo sopporto piu`.

erri@work

fra lui e “quel signore” che è a capo del governo non so chi sia più nonno; prima ancora del merito delle discussioni è una cosa che da ai nervi anche me.

@alessandro
in realtà per l’esperienza politica (piccola) che ho accumulato, mi accorgo che:
-la percezione della merda arriva a tutti
-oltre alla percezione tutti cominciano ad averne un bel pò addosso
-se il tema diventa “come usciamo dalla merda” la gente c’è e se afferra il senso, la ratio, il fine di un progetto ci segue.

mi capita milioni di volte di trovare persone incazzatissime che fondamentalmente hanno solo bisogno di sentire che non sono sole, che sono disposte a fare anche più sacrifici purchè questi gli vengano riconosciuti, che nell’immediato hanno bisogno di essere ascoltati (il che implica ovviamente segnali e AZIONI conseguenti).

politicamente (e culturalmente -quindi socialmente) trovo che per l’italia il problema più grave sia riallacciare e ricostruire tutto un insieme di relazioni FRANCHE, CREDIBILI, ONESTE e TRASPARENTI fra gli attori delle comunità e credo che SOLO UN PARTITO con una NUOVA cultura di governo possa assolvere a questo compito.

in particolare credo che quel partito non possa che essere quello che stiamo andando a fare.
non è retorica è proprio così, o sta cosa la si fa NOI o questa cosa semplicemente non la farà NESSUNO.

Dario

Ho letto gli articoli.
Ora vi chiedo: da quel che ho capito ridurre le imposte avrebbe l’effetto di ridurre la spesa, e questo sarebbe un bene poichè a beneficiare della spesa pubblica quasi mai sono quelli che hanno realmente bisogno. La cosa drammatica è che penso sia assolutamente vero…ma non c’è allora margine per agire su questa spesa prima di abbassare le imposte, per avere la copertura sufficiente ad abbassarle?
Giavazzi dice di no, che non si può credere che sia possibile riqualificare la spesa. Non ho capito perchè, se fosse così è una tragedia. Tanto più che i primi a pagare da una riduzione delle tasse senza copertura immediata sono comunque i più deboli, perchè mi pare di aver capito che nell’immediato “ci sono dei costi e sono sostanziali” (Bisin), e questi non li pagano i più ricchi no? come facciamo a permettercelo di abbassare senza prima aver trovato la copertura?

D’accordo sulle ingiustizie dell’IRPEF, che ormai è un indicatore di reddito palesemente falso, a causa dell’evasione perlopiù. Quando dici che aumenti le tasse a quelli sopra ai 75mila euro, in realtà stai dicendo che le aumenti a quelli che già ne pagano tante perchè già dichiarano 75mila euro, e questo è il “tassato-vessato”; e invece non le aumenti a chi già ne sta pagando poche perchè evade e quindi si colloca al di sotto, figurando più povero. ai dipendenti ovviamente la seconda scelta è preclusa…
e quindi come si fa a cambiare il tipo di prelievo fiscale? speravo che l’articolo concludesse con un’idea… io non sono in grado di partorirne. Mi viene in mente di tassare il bene di lusso al consumo, tipo il suv o la barca, ma serve? ed è praticabile? E le rendite finanziarie?

Sul cancellare la concertazione (Giavazzi)… oddio come si fa?Io non credo che anche volendo sia politicamente possibile… Anto e altri, a voi.

Dario

Dimenticavo, d’accordo con enri. Tra i nostri, tra noi, tra gli alleati, sempre più spesso, c’è un deserto umano sconvolgente. Ci sono TROPPE scelte e atteggiamenti irresponsabili e controproducenti. Prolifera la cazzata e la bugia, quindi per parte nostra SPIEGARE bene alla gente quel che si fa è fondamentale. Il punto è sempre quello. E’ l’unica speranza di emergere per quelli seri, che hanno un piano concreto e utile di cose da fare.

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