Giulio Andreotti commenta: “Non pensavo che cadesse”. Ma dio mio, questo è rimasto per 60 anni sulla scena politica italiana e commenta così la sua astensione. Ma allora i conti non li ha proprio saputi fare mai… Ma guarda te se dobbiamo farci dare lezioni di pratica politica da uno prescritto ma mafioso. Ma che cazzo… tanto meglio essere caduti che salvati dal voto di due come Cossiga e Andreotti, anche lì ad essere decisivi per le sorti di un governo che magari non sta cambiando radicalmente l’Italia ma che ha iniziato un processo di inversione di tendenza rispetto ai 5 anni di inattività berlusconiana. (Apro una parentesi: certo che i parlamentari di destra mi fanno ridere quando parlano delle nostra difficoltà nel riformare le pensioni… loro che avrebbero una base sociale solida per farlo non ci hanno mai nemmeno provato… so che il compito ingrato spetterà a noi ma porca puttana nessuno che ha le palle per rinfacciarglielo).
Tornando in tema e al “non pensavo che cadesse”. Il guanto di sfida lanciato al vaticano ci è tornato in faccia. E’ stato bello provarci. Ed un peccato che per i tiramenti di una classe dirigente ecclesiastica il senatore a vita e il presidente emerito votino contro ad una politica estera compatibile con la loro visione della storia. Perchè non si può certo accusare D’Alema e il governo di antiamericanismo, ma nemmeno di prono servilismo. Una politica estera forte che lo stesso Andreotti apprezza. Ma si sa che quando in Italia si vota contro ad una legge, si sta votando contro un’altra. Così per Rossi, che vota per calcolo, così per l’uomo delle istituzioni, Giulio Andreotti. E per fortuna che con Giorgio Napolitano non c’è nemmeno la remota ipotesi del mandato esplorativo al senatore a vita. Con un altro Presidente sarebbe stata la seconda ipotesi, dopo il fallimento eventuale di un Prodi bis. Vecchi marci corrotti e putridamente schiavi del Potere, ecco come sono i vecchi burattinai di questo paese. Ma sono ancora lì a giocare sulle nostre teste. Perchè è vero che il governo si rifomerà, ma sarà costretto a pensarci due volte prima di lanciare ancora la sfida contro il più forte potere che c’è in Italia, quello della gerontocrazia vaticanista.
E’ bello, davvero bello però vedere quanto si ha ragione a voler fare il PD. Perchè dietro alla trincea della fede comunista si è nascosta la fede ruiniana. La cultura della mediazione non aligna nè nell’estremismo di sinistra, nè in quello di centro. I protagonisti di queste culture sono oggi sono i riflettori. Andreotti, Cossiga, Turigliatto, Rossi. Rappresentati del cieco potere. Buon Viaggio sia il vostro. Noi oggi, ieri, domani mattina cominciamo il nostro percorso per liberarci per sempre di questa paccottiglia che si chiama giochetto di potere. Se il PD non può essere una risorsa in positivo (anche se io credo sinceramente che possa) almeno lo sia in negativo per spazzare via questa gentaglia. Non fosse altro per il peso numerico che possono avere i non militanti odierni. Porte aprte e vento in poppa.
Che la crisi contenta quell’opportunità etimologica che viene dalla cultura classica.
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