Il 14 ottobre si vota.
Qualcuno di voi ha capito esattamente per che cosa?
Siccome temo di no, tenterei di spiegarlo ai più…
Premetto che non sarà la più esaustiva delle lezioni sul regolamento, e che lo scopo principale di questo post è di discuterne e di capirci -tutti assieme- qualcosa.
Oltre alle cosidette primarie per la scelta del leader nazionale (il segretario nazionale del Partito Democratico) in quell’occasione si voteranno anche i segretari regionali.
Potranno votare ed essere votati tutti i cittadini da 16 anni in su, tutti i cittadini della UE residenti in Italia e tutti gli stranieri muniti di permesso di soggiorno.
Per votare occorrerà fare una sottoscrizione di 5 euro, ridotta a 2 per gli under 25 (non poco, lo so…).
Il meccanismo attraverso cui verranno eletti i segretari è vincolato ai voti raccolti non direttamente dai candidati alla segretaria, quanto invece dalle liste a loro collegate.
Mi spiego: per votare Veltroni dovrò votare una delle liste per Veltroni. Per votare la Bindi dovrò votare una delle liste della Bindi.
A sostegno di ciascun candidato potranno esservi una o più liste ciascuna delle quali dovrà -ovviamente- essere riconosciuta dal candidato stesso.
Tengo a sottolineare quel “potranno esservi” perchè il primo apparente (magari più avanti spiegherò perchè) “paradosso” di queste primarie è che non sarà affatto scontato ve ne siano realmente, e nel caso in cui non vi sia nel territorio una lista di sostegno al candidato sarà impossibile per i cittadini votare per quel candidato. Così se a Ferrara nessuno costruirà la lista Adinolfi o Gawronski, semplicemente non sarà possibile votarli.
In base al numero di voti conseguiti da ciascuna lista verranno eletti un numero proporzionale di rappresentanti della stessa nell’assemblea costituente nazionale e regionale.
Penso di poter dire che il voto nazionale sarà completamente svincolato da quello regionale, ossia vi saranno due schede differenti da votare.
Questa potrebbe essere la seconda stranezza, ossia la possibilità di voto disgiunto fra nazionale e regionale (votare per la Bindi a Roma ed in regione magari appoggiare i veltroniani).
Il territorio provinciale è diviso in tre collegi, -l’alto ferrarese (comprensivo di portomaggiore e argenta), il basso ferrarese, la città- tutti facenti parte della circoscrizione regionale.
Ciascuno di questi elegge un certo numero di delegati all’assemblea costituente (sempre nazionale e regionale). Il numero varia da collegio a collegio a seconda del risultato dell’incrocio fra il numero di abitanti nel territorio e il numero dei votanti per l’ulivo alle ultime elezioni.
Gli eletti risultanti da tutta questa trafila avranno mandato di partecipare all’assemblea costituente del partito.
Credo di poter dire senza essere smentito che praticamente costoro dovranno scrivere lo statuto del nuovo partito. Una roba secondo me importantissima ma rispetto alla quale nessuno presta la minima attenzione.
La benchè minima attenzione.
Mentre tutti parlando di presidenzialismi, di sistemi elettorali, di segretari, dei prossimi premier o dei prossimi sindaci, nessuno parla di come fare questo nuovo partito, di COME scrivere le regole dello stare nella stessa casa, le regole del COME DECIDERE.
Comunque: cosa succede a Ferrara? Come verranno costruite le liste?
Sambra ormai chiaro vi saranno 3 liste di sostegno a Veltroni, una per la Bindi e da ieri pare anche Letta.
Delle tre liste per Veltroni vi sarà, la cosidetta “lista 1″ appoggiata dalle principale personalità politiche dei territori, la “lista 2″ voluta dalla Melandri per raccogliere giovani, ecologisti e altre personalità dei movimenti e delle associazioni, ed infine la terza lista di Sinistra che raccoglie la mozione Angius-Zani e i dissidenti della Mussi.
La lista della Bindi a Ferrara punta a raccogliere alcune associazioni della società civile, fra i Cristiano Sociali (nella persona di Gigi Guerrini), i Cittadini per l’Ulivo (Daniela Meneguzzi).
La lista di Letta si vedrà, per ora si sa solo che Vainer Merighi ha intenzione di lavorarci.
Appena avrò un pò più di tempo tenterò di spiegare, in particolare a Giovanni, come la giusta e auspicabile concorrenza fra i leader nazionali abbia risvolti complessi e talvolta (il più delle volte) sgradevoli a livello locale.
Le opinione, le preferenze ed in sintesi le idee, in questi casi rischiano di contare come “il due di picche a bastoni“.
Una roba da chiodi insomma…
Mario Adinolfi
perché non fai tu la lista per noi a Ferrara?