Non sopporto più, in alcun modo, la piega che sta prendendo il dibattito sui DICO.
Trovo vi sia sull’argomento una ipocrisia totale, tanto vergognosa quanto inspiegabile.
I DICO sarebbero un attacco alla famiglia!? Mi si può spiegare in che modo e in che misura!?
Ma che diavolo stiamo dicendo?
Premessa: la famiglia nella sua forma istituzionale del matrimonio è già in crisi.
Una crisi profonda, frutto di effetti combinati da cause prima economico-sociali e poi anche culturali. E forse, in questo senso, per creare le condizioni di una stabilità nei rapporti affettivi più che di DICO vi sarebbe bisogno di politiche a tutela della persona prima ancora che della coppia (il tema della precarità nel lavoro è fra le cause della precarietà nella vita).
Posso essere contro le forme light di matrimonio, ma allo stesso tempo credo che
proprio a
partire
dalle forme
soft si possano
rivalutare le
forme hardproprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hard.
Se volessi fare un discorso visceralemente cristiano, potrei parlare di amore come droga, come sostanza invasiva, permeante e totalizzante.
Potrei parlante come di una cosa che si autosostanzia, si autolegittima, che si rende in se necessaria. Una di quelle cose che una volta provata renda implausibile il farne a meno.
E allora perchè non somministrare non solo pesantemente ma anche leggermente, in ogni quando e in ogni dove, in massicce dosi e in piccole pillole, affetto, condivisione, socialità, o -in una parola- amore?
Perchè no?
Che male può fare?
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