Sarkò-Segò, ultime battute… Poi, forse, le lacrime…

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Ciao a tutti,
accettando l’invito di Eloi, eccomi qui a scrivere direttamente sul blog… Ultimo giorno preelettorale qui a Parigi e, scusate la franchezza, poche buone nuove nell’aria.

Due sere fa c’è stato il dibattito, tanto atteso, tra Segò e Sarkò, che ho rigorosamente seguito in una sede del PS (traboccante ancora una volta di giovani, come ho già messo in evidenza nei precedenti commenti). Riducendo il tutto ad una frase un pò cinica, potrei dire che Segolene non ha detto nulla, ma lo ha detto molto bene!

Mi spiego meglio… Lei si è dimostrata combattiva, ha spesso attaccato l’avversario, ha difeso con energia le sue idee, ma troppo spesso si è lasciata andare ad una vaghezza che confinava con la mancanza di posizioni (vedi il caso delle 35 ore o quello delle pensioni) e sull’Europa ha portato avanti delle proposte assolutamente irrealizzabili, come quella di riscrivere una nuova Costituzione e sottoporla a referendum entro il 2009. No comment poi sulla proposta di far riaccompagnare a casa ogni funzionario donna che lavora di notte…

Alla Royal di mercoledi sera, comunque, va riconosciuta, oltre alla combattività, anche la determinazione e il coraggio di difendere una Francia solidale, egalitaria… in una parola, umana. E poi è stata apprezzabile la posizione di politica estera da lei espressa, purtroppo in modo meno marcato di quanto successo altre volte.

Quanto a lui, beh, lui si atteggiava già a Presidente, cercando di offrire la sua migliore immagine di statista. Non ha però ovviamente modificato le caretteristiche che lo contraddistinguono. Si è presentato come il candidato di rottura (peccato che sia al governo da 5 anni!) con il modello francese. Un candidato secondo cui la crescita passa solo attraverso il lavoro straordinario e le 35 ore sono una disgrazia e secondo cui anche i multimilionari non devono pagare piu del 50% di tasse. Un candidato che vuole ridurre le libertà di sciopero e allargare quelle di licenziamento. Il candidato del merito, dell’efficienza e dell’autorità nelle scuole (parole sue!) e quello che vuole “spurgare la feccia” che vive nelle banlieues (questo l’altra sera non l’ha detto, ma due anni fa si). Insomma, Sarkozy solito. Con idee poco condivisibili, ma chiare, nette.

Lei ha messo a segno qualche battuta vincente (tipo sui criminali sessuali: “lei sarà d’accordo con me che questo tipo di atti non ha niente di genetico”) o il marcato rifiuto di esprimere giudizi personali sull’avversario, dopo che lui l’aveva riempita di ipocriti complimenti. Positiva anche la difesa della “collera sana e giusta” di fronte alle ingiustizie.

A quanto pare, pero, a dispetto dei commenti dei principali giornali francesi,il tutto non è bastato. Sarkò vola nei sondaggi (lo danno al minimo al 53%) e sembra destinato a vincere. Onestamente, ormai lo credo anch’io.

Appuntamento domani al maxischermo di Rue de Solferino, ore 20, ma mi sa che stavolta saranno lacrime.

Ovviamente, e per fortuna, potrei anche sbagliarmi!
Paolo

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2 Responses to “Sarkò-Segò, ultime battute… Poi, forse, le lacrime…”

Eloi

Prima di tutto grazie dell’intervento… ti invito a scriverci ancora, anche in diretta e a caldo le tue impressioni e l’esperienza che stai vivendo con queste elezioni.

La dichiarazione di Bayrou (”non voterò sarkozy”) non ha spostato niente?

comunque la tua frase “non ha detto niente ma lo ha detto bene” è davvero calzante per descrivere questa candidata…

Paolo

Niente, figurati… Mi diverto!

Quanto alla tua domanda… Non sono un esperto di dinamiche politiche, ma a quanto posso capire Bayrou ha spostato il suo voto e forse quello della sua famiglia, non molto di piu…
Molti dei suoi avevano gia deciso di votare a sinistra, ma tutti gli altri non si fanno mica convincere da lui, a mio parere…

A presto!
Paolo

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