C’ERA UNA VOLTA L’ITALIA…

marci.jpgC’era una volta l’Italia dei Partigiani, c’era una volta l’Italia di De Gasperi, c’era una volta l’Italia di Moro e Berlinguer, c’era una volta l’Italia del 68 e di Pasolini, c’era una volta l’Italia di Gaber e De Andrè, c’era una volta l’Italia di Enzo Biagi…

Oggi c’è un’ Italia violenta che opera nel nome dell’illegalità, del non rispetto di regole e persone, con accenni non più vaghi di xenofobia: un’ Italia di ultras e poliziotti esaltati, un’Italia di destra immorale e retorica serva del padrone Silvio Berlusconi, un Italia di sinistra persa dentro se stessa, un’Italia cattolica non libera, schiacciata dalle pressioni Papali, un’Italia che ha perso il senso di laicità e quindi di Democrazia, un’Italia che vende sogni di inutile consumo e l’orrore dell’insicurezza del presente e del futuro, un’Italia un tempo regina di cultura, oggi all’ultimo posto in Europa per istruzione e sistema universitario, (more…)

La democrazia è fragile, e a puntarci sopra troppe bandiere si sgretola

Cordoglio unanime del mondo della politica, del giornalismo e della cultura per la morte di Enzo Biagi. Tra i primi messaggi ad arrivare alla famiglia quello del capo dello Stato. “Scompare con Enzo Biagi una grande voce di libertà”, scrive Giorgio Napolitano ai familiari del giornalista, rendendo omaggio ad un “uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana”, che per il suo “profondo attaccamento, sempre orgogliosamente rivendicato, alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza”, si era sempre schierato “in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana”.
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Ben tornato

luca.jpgDopo più di quattro anni, dopo il famoso editto di Sofia, dopo essere stato accusato di fare un uso criminoso della televisione pubblica, ritornerà sul piccolo schermo (su raitre) Enzo Biagi. Questa è una notizia che mi rende particolarmente felice, sia per l’ammirazione e per il rispetto che ho nei suoi confronti, sia perché credo che quello che è stato fatto e detto contro di lui sia una vergogna, un delitto. Faccio già fatica a capire, e tanto meno a condividere, le accuse che furono rivolte contro la satira (in particolar modo verso Luttazzi) e contro Santoro, ma penso che nessuno si debba permettere di rivolgersi in quella maniera nei confronti di quel monumento, non solo giornalistico, ma anche umano, che è Enzo Biagi.
Per fortuna questo è passato, anche se non bisogna dimenticarlo, perché quei fatti hanno segnato un passaggio a buio per la libertà di stampa e di parola.
Un passato che proprio grazie ad Enzo Biagi abbiamo potuto, e potremo nuovamente, ricordare, conoscere, in modo da non dimenticare mai, perché ci sono cose che non vanno dimenticate. Il Fatto mi ha formato, insegnato a guardare il mondo e a capire cosa abbiamo intorno. Quando poi il programma è stato “soppresso”, perchè accusato d’essere fazioso, rivolto a sostenere solo una parte politica, ho sentito che nel futuro mi sarebbe mancato qualcosa e così è stato per gli anni successivi, ogni qualvolta finiva il Tg1.
Ora, dopo avere sentito l’annuncio a “Che tempo che fa” di un imminente accordo di Biagi con la Rai per tornare in televisione, sento una gran gioia, consapevole del fatto che d’uomini come lui c’è né sempre più bisogno, per la storia e i valori di cui sono portatori e per il fatto che possono trasmetterli agli altri, soprattutto in un presente in cui regna l’ignoranza e la commercializzazione.

 

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