| |
|
Sunday, February 24th, 2008
Qualche foto fatta per disgrazia dell’asemblea provinciale…
Tuesday, October 23rd, 2007
Sabato notte in via Mazzini, pieno centro della nostra città, Romano è morto. Non è morto di infarto, incidente stradale, o altro, bensì di freddo. Sì, Romano, uno dei tanti senza tetto di questa città, è morto di freddo, e sì, proprio nella nostra città, Ferrara, città d’arte, di cultura, dell’Ermitage e del Festival dell’Internazionale. Non metto in contrapposizione le due cose, morte e città d’arte, faccio solo notare che in questa splendida e da me amata città, accadono cose che spesso leggiamo solo su i giornali e che a volte ci commuovono.
(more…)
Friday, August 3rd, 2007
in verità, mi dico: i funerali in pompa magna li ho sempre trovati di cattivo gusto. quando non pacchiani.
volgare è certamente l’usanza, tipicamente adottata in queste circostanze, di salutare il feretro con un applauso. quasi a sancire, per emanazione popolare, un’idea che forse pure condivido: che la vita sia una rappresentazione teatrale, e null’altro.
ma allora si applauda a tutti i funerali, ciascuno epilogo di una specifica rappresentazione. invece si applaudono solamente i feretri di personalità pubbliche. solo ai personaggi illustri si impone il peso di un saluto alla stregua di quelli che si tributano agli attori sul palco, ai giullari di strada, agli intrattenitori di ogni sorta: a costoro si impone di morire come fossero vissuti nella loro unica dimensione pubblica, di intrattenitori. alle personalità pubbliche si impone di morire da personaggi, non da persone.
(more…)
Monday, July 9th, 2007
Ciao a tutti, mi permetto di scrivere un post su questo sito perchè l’argomento mi sta molto a cuore e perchè credo possiate essere interessati.
Vorrei invitarvi alla proiezione del film/documentario Tharaka che si terrà domani sera nel cortile del castello alle ore 9:15.
Come qualcuno di voi sa, mi trovo da Ottobre in Kenya, in Tharaka appunto, una delle regioni più povere, rurali e scarsamente raggiungibili del paese, per il servizio civile internazionale.
In questo posto, che ormai chiamo casa, lavoro nell’amministrazione dell’Ospedale S. Orsola.
(more…)
Monday, December 18th, 2006
La trasferta di ieri a Rovigo non è stata molto fortunata: abbiamo perso, e perso malamente. (Per chi non la conoscesse questa è super giù la cronaca della partita). Con questo post voglio invece fermare -almeno nella mia memoria- alcuni momenti e relative impressioni, suggestioni, che ho vissuto al freddo e sotto la piogga assieme ad altri 1700 sciagurati ferraresi. C’era gente di ogni età, tendenzialmente molti giovani (20-35) più caldi e rumorosi, ma anche diversi signori anche un pò in là (65-70), più silenziosi, avvolti nella sciarpa di lana biancazzura e con l’ombrello sempre aperto (anche quando non pioveva).
Nonostante il tempo davvero infelice, l’atmosfera era davvero piacevole. Accalcati sugli spalti montati per l’occasione, ci si sente davvero un corpo unico, si vive la partita condividendo emozioni e speranze.
Quando Garba ha segnato il gol del pareggio, la gradinata è esplosa in un boato e, voltandoci verso la curva dei rovigoti (si dice rodigini, lo so), abbiamo prontamente cominciato a gesticolare (e vi lascio immaginare). Stavamo ancora urlando improperi (i più fini: ciapà su e porta a cà, i meno fini: buon natale merde!) quando ci hanno rassato con il secondo gol …bruciava, cavolo se bruciava! “Iss l’hà cazà in cal post, vaca so màdar” ha esclamato con distinta signorilità il saggio vecchio al mio fianco. In quel momento mi sarei comprensibilmente sotterrato: una roba da chiodi.
Da qual momento in poi, per una parte dei nostri tifosi non c’è più stata partita, non la consideravano più. Molti (in realtà 30-40, comunque troppi) si sono spostati verso i bordi del campo il più possibile in prossimità della curva avversaria. Scandivano “di questa - partita - non ce ne frega un cazzo“.
Da tifoso immerso nella curva ho cominciato ad estraniarmi. Pensavo: “Ma come non ce ne frega un cazzo!? Perchè non ce ne deve fregare un cazzo? Se non ce ne frega della partita che siamo venuti a vedere, di che cosa ce ne frega?“.
Alcuni dementi calciavano le ringhiere (producendo oltretutto fastidiosi rumori) e avendo le scarpe infangate lanciavano dentro il campo goccioloni di malta che finivano sulle giacche dei giovani raccattapalle a bordo campo e di altri addetti in servizio. Mi domando perchè, a che pro, a cosa serve, quale utilità hanno simili comportamenti?
Sempre gli stessi dementi tentavano di sembrare uomini veri “vieni qua a dirlo!” o “ci vediamo fuori“. Un’altro ubriaco gridava “guardatevi, fate schifo“, e il primo pensiero era “ti sei visto!?“.
Fin qua potrebbe essere solo l’epilogo di una giornata pittoresca, triste per la sconfitta ma tuttosommato ridicola; invece è solo il prologo di un pomeriggio scaigurato, incivile e infine violento.
Persa la partita si torna a casa. Oppure no, si ribalta un pattume e si lanciano gli oggetti verso la tribuna. Le cariche della polizia sono l’artimetica conseguenza, i lividi e le teste rotte la conclusione.
Bene è giusto così. Bisogna fermare questa gente. La polizia deve fermare questa gente.
I tifosi veri devono aiutarla!
|
|
|
|
|
|