il supermatrimonio. …perchè no?!

tonimi è capitato recentemente di pensare al matrimonio. che nessuno si spaventi!: l’ho pensato come istituzione…

e ho concluso, caso più unico che raro, con una idea per una proposta di legge, che dovrebbe avere il pregio di essere (credo) politicamente fattibile, e socialmente (ancora: credo) utile.

…per una volta tanto dunque anzichè applicare la critica ai ragionamenti altrui, la faccio io una proposta politica e concretissima. …anche se, temo, correrò il rischio di sollevare più scandalo del solito…
ma se così fosse, sarò disposto a difendere il difendibile.
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DI.CO. SI….

patrick.jpgOrmai la questione sui di.co è un tema di attualità su cui si discute continuamente.
Si può senz’altro dire che è il tema del momento, a cui la stampa da tanto risalto.
Sabato è avvenuta la grande manifestazione di roma sulle unioni civili, una manifestazione serena e giusta a mio parere.

I dico, i pax, in generale i diritti delle persone sono un tema a mio parere che in un paese che definamo tanto avanzato come il nostro, dovrebbe essere affrontato in maniera trasversale, da tutte le forze politiche e non, persone che convivono da anni assieme, che sono legate da un sentimento forte, perchè non devono avere gli stessi diritti delle coppie sposate, non riesco a capire come si possa definire questo un’affronto alla famiglia, le famiglie non sono anche quelle costituite da persone non sposate, sono per caso famiglie di serie b quelle? non credo proprio, credo che questo paese sia molto più arretrato di quanto si creda, credo che la lezione di civiltà che Zapatero ha dato a noi e ad altre nazioni, sia di un importanza fondamentale sul piano umano, e io dico che garantire a tutti un diritto naturale che il diritto all’amore e alla famiglia, in tutte le sue forme possibili, sia una cosa dovuta, un dovere morale e civile di chi governa e occupa le mille e più poltrone dell parlamento, che sia di destra, di sinistra o centro, che sia cattolico, mussulmano, protestante o ateo.

Due settimane fa Il Ministro degli Esteri D’Alema ha partecipato al congresso nazionale di sinistra giovanile e nel suo discorso ha parlato anche di diritti civili provocando una grande ovazione in sala quando è passato al tema dei Di.Co. “ è normale che ora la legge passi al Parlamento, il Governo non ha assolutamente abbandonato questo tema. Per me – ha continuato - questi non sono temi eticamente sensibili, ma diritti civili: non vedo perché una coppia sposata debba sentirsi minacciata quando il diritto all’eredità, solo per fare un esempio viene garantito anche ai conviventi, etero od omosessuale che siano. Non ci si sposa certo per avere diritto all’eredità”.

Beh, mi sembra un affermazione più che mai vera che io approvo completamente e mi fa ben sperare sula buona riuscita di una legge più che mai dovuta e importante che come appunto DI.Co non può essere abbandonata a se stessa spero che tanti DI.Cano e Di.Cano bene in modo da restituire a questo paese finalmente una legge che tuteli i diritti di tutti i cittadini.

San Valentino

enri.jpgNon sopporto più, in alcun modo, la piega che sta prendendo il dibattito sui DICO.
Trovo vi sia sull’argomento una ipocrisia totale, tanto vergognosa quanto inspiegabile.
I DICO sarebbero un attacco alla famiglia!? Mi si può spiegare in che modo e in che misura!?
Ma che diavolo stiamo dicendo?
Premessa: la famiglia nella sua forma istituzionale del matrimonio è già in crisi.
Una crisi profonda, frutto di effetti combinati da cause prima economico-sociali e poi anche culturali. E forse, in questo senso, per creare le condizioni di una stabilità nei rapporti affettivi più che di DICO vi sarebbe bisogno di politiche a tutela della persona prima ancora che della coppia (il tema della precarità nel lavoro è fra le cause della precarietà nella vita).
Posso essere contro le forme light di matrimonio, ma allo stesso tempo credo che
proprio a
partire
dalle forme
soft si possano
rivalutare le
forme hard
proprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hard.

Se volessi fare un discorso visceralemente cristiano, potrei parlare di amore come droga, come sostanza invasiva, permeante e totalizzante.
Potrei parlante come di una cosa che si autosostanzia, si autolegittima, che si rende in se necessaria. Una di quelle cose che una volta provata renda implausibile il farne a meno.
E allora perchè non somministrare non solo pesantemente ma anche leggermente, in ogni quando e in ogni dove, in massicce dosi e in piccole pillole, affetto, condivisione, socialità, o -in una parola- amore?
Perchè no?
Che male può fare?

 

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