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Tuesday, May 20th, 2008
“Qui non siamo a Montecitorio”. Le regole della plenaria di Strasburgo sono ferree: la relazione del Commissario, a seguire gli interventi (due minuti per i gruppi; un minuto per chi parla a titolo personale) per chiudere con la replica del commissario. Discussioni, in genere, pacate e ordinate. Oggi invece gli interventi hanno sforato i tempi previsti, Marco Pannella ha alzato la voce per dire che “l’Italia non è una democrazia nè uno stato di dritto”. Luca Romagnoli (Fiamma tricolore) ha chiesto “la creazione di uno stato per i rom e gli zingari di modo che poi staremo tutti meglio”. Vittorio Agnoletto (Rc) ha tirato fuori un cartello per comunicare che “nel governo italiano ci sono razzisti” e dalle parti della Lega ne è spuntato un altro: “Lega, Mpa e Pdl hanno detto la verità / nel governo italiano non ci sono razzisti”. Un bailamme inedito che Luisa Morgantini (Prc), vicepresidente del Parlamento, interrompe con: “Signori ora basta, qui non siamo a Montecitorio”.
Claudia Fusani, articolo su repubblica.it
Friday, December 14th, 2007
Ogni volta che guardo il telegiornale, in particolar modo Studio Aperto che apprezzo particolarmente, penso sempre che quello che accade non puo’ avvenire in Italia, troppo e’ lo schifo di cui ogni giorno siamo testimoni.
Quest’oggi, mentre consumavo il mio triste pranzo (data la dieta) sul telegiornale di italia1 hanno dato l’ennesima notizia che mi ha fatto venire su la Simmenthal che stavo appunto mangiando e tanto per cambiare ha come protagonista il “famoso” Alessio Sundas, gia manager di Marco Ahmetovic.
Questa volta quel -cliccami- di Sundas ha pensato bene di ingrassare il suo conto corrente e sporcare la mente degli italiani, speculando su un’altra tragedia, la strage di Erba in cui sono morte tre donne ed un bambino di due anni.
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Wednesday, November 28th, 2007
L’altro dì, il fermento democratico Dave Laza Bertolasi ha postato la notizia dell’assassino utilizzato per pubblicizzare una nuova collezione di abbigliamento, occhiali, profumi etcetc…
Per come era stata posta -come al solito- in un primo momento, i temi sollevati erano i soliti: “in italia non c’è certezza della pena“, o “si tratta di discriminazione al contrario“, “problema immigrazione“, o “facciamo qualcosa contro i ROM” etcetc.
La cosa di cui invece mi parrebbe più utile discutere è nella sostanza l’idea del pubblicitario di utilizzare questo ragazzo.
Per quanto non mi piaccia e lo ripeterò fino alla morte, l’idea è geniale, per una ragione semplicissima ossia che funziona!
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Saturday, November 17th, 2007
-Mamma mi racconti una favola del terrore?-
-Certamente tesoro, questa favola si chiama La storia dei quattro ragazzini e del rom che gli insegno’ a volare
“C’era una volta pochi mesi fa, in un paese INCANTATO governato dal Re Mortadella, quattro ragazzini sui loro mezzi a due ruote, quelli che dai bimbi piu’ grandi vengono definiti “sbarbatelli”, quelli che stanno scoprendo ora come va veramente la vita, che fanno le loro prime esperienze con le ragazze, con l’alcool e con la droga; insomma, e’ proprio il caso di dirlo, quelli che potenzialmente hanno ancora TUTTA una vita davanti.
Una notte questi ragazzini decisero, con i loro mezzi, di percorrere una strada come facevano spesso per andare a vivere la loro gioventu’.
Per loro sfortuna quella stessa strada era percorsa da un uomo cattivo che non veniva dallo stesso paese incantato, ma che comunque si sentiva a casa, forse anche troppo, tantoche’ era ubriaco.
Ad un certo punto si incontrarono, e l’uomo con la sua macchina si avvicinava sempre di piu’… sempre di piu’…. sempre di piu’.. finche…..”
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Thursday, November 1st, 2007
Leggo della violenza a Roma.
Prontamente vado li, a leggere cosa dice la pancia di questo povero paese.
Io capisco tutto, condivido l’ansia, le preoccupazioni, il disagio, poi rabbrividisco davanti ai commenti e alle soluzioni auspicate…
Cofferati, Veltroni, Chiamparino, finalmente vengono ascoltati dal governo, che fa quello che può, come può.
Spero che alla nostra sinistra comincino a capire le vecchie e ovvie cose ripetute per anni ma delle quali loro sono ostaggi e prigionieri.
LEGALITA’ e SICUREZZA sono priorità per il nostro paese e trattarle come tali non significa voler fare gli sceriffi, vuol dire fare il bene di tutti.
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