teorizzare a ritroso

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tonia volte trovo veramente difficile intervenire sui temi del dibattito economico: leggendo i giornali, o le affermazioni dei politici, sento spesso affermazioni e ragionamenti che non hanno senso. …eppure non e` sempre immediato capire perche` avverta questa mancanza di senso, ed individuare quale passaggio logico sia difettoso, o quale ipotesi implicita sia poco sensata…
l’impressione e` che nonostante studi economia da quasi dieci anni, io non parli la stessa lingua di chi parla di economia sui giornali, o nel dibattito politico. dunque, evidentemente, quello che io studio da dieci anni non e` quello su cui si basano queste discussioni, nel dibattito pubblico.
il sospetto e` che io non abbia studiato il modello teorico alla base dei suddetti pubblici Sragionamenti.

per capire ESATTAMENTE PERCHE` certe cose suonano assurde, uno dovrebbe capire come ragionano gli altri.
…ma e` difficile ricostruire gli schemi impliciti di un ragionamento complesso. ed e` tanto piu` difficile, quanto piu` assurdo suona il ragionamento.

mi giunge in soccorso questo bellissimo
post
del prof. Brusco.

…si risale a ritroso, da quello che sono le piu` diffuse affermazioni in politica economica, al “modello teorico” che le giustifica.
in altre parole, si spiega qual’e` la teoria economica che giustifica quelle che sono tra le piu` diffuse affermazioni, nei bar in tv e nel parlamento, in tema di economia.

si legge molto bene, non e` per nulla da specialisti, e lo consiglio a tutti: per chi come me storce il naso quando sente certe affermazioni, aiuta a capire perche` (v. sopra); per chi invece certe affermazioni le condivide, dovrebbe aiutare la riflessione, e magari suscitare domande che potrebbero fargli cambiare idea.
come sempre, mi piacerebbe sentire la vostra.

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4 Responses to “teorizzare a ritroso”

Alessandro

grazie per il post anto, fa riflettere sulla differenza di mentalità tra politica e mondo accademico..o tra politica italiana e resto del mondo forse..volevo solo dirti che comunque i concetti basa che spiega il professor Brusco sono gli stessi che già l’anno scorso, al mio primo anno di Giurisprudenza, ci spiegò il professore del corso di Economia Politica: il prezzo come strumento efficiente e razionale di allocazione delle risorse ci fu posto come principio cardine della microeconomia e fu lo stesso professore che nell’iniziare a spiegare la macroeconomia aggiunse come premessa che il modello che ci avrebbe spiegato (quello di Blanchard) era un modello che volutamente evitava la questione dei prezzi per non complicare troppo le cose a noi poveri studenti di legge. questo per dire che probabilmente nella facoltà di economia i fondamenti del modello alternativo a quello statico probabilmente li insegnano anche..e a essere indietro è proprio la classe politica (e quella parte del mondo accademico che, per far parte della casta, rinuncia alla propria onestà intellettuale).

Eloi

uno slogan del pd potrebbe essere da doc emmet l. brown di ritorno al futuro: “Marty, non stai pensando QUADRIMENSIONALMENTE!”

il modello prima “culturale” poi economico del superfisso spiega molte cose e anche molte discussioni idiote tese a dimostrare ai vari McFly della situazione quando dovessimo cercare di immaginare il DIVENIRE delle cose e non il loro essere qui adesso.

mi viene in mente la puntata del “se fosse…” di futurama in cui il mondo è un videogioco, frey deve framare un’invasione aliena ma non riesce a colpire l’ultima navicella. conquistata la terra l’alieno gli dice “non avresti dovuto mirare dove ero, ma dove contavi che sarei stato” per sfotterne la stupidità.

mi è chiaro tutto tranne il punto sull’inflazione:
3) Mi è spesso capitato di sentire parenti e amici lamentarsi dell’inflazione ‘provocata dall’euro’. Le cifre che si sentivano menzionare e che venivano frequentemente ripetute parlavano di livelli inflazionistici a due cifre, tra il 20% e il 50%. Le cifre erano palesemente assurde, dato che implicavano una diminuzione dei salari reali estremamente drastica; a sua volta una simile drastica riduzione non poteva che avere drammatiche conseguenze macroeconomiche. Ma quando mi azzardavo a chiedere a parenti e amici come la terribile inflazione avesse cambiato le loro abitudini di consumo, ricevevo normalmente solo occhiate incuriosite. A nessuno, apparentemente, veniva in mente che cambiamenti tanto forti nei prezzi dovessero modificare il comportamento individuale di consumo (e, ancora meno, che dovessero avere un effetto macroeconomico di prima grandezza). Un modo di ragionare tipico del modello superfisso.
ho sempre pensato -correggimi se sbaglio- che l’inflazione NAZIONALE non fosse al 2-2,5% come ISTAT e governo dicevano ma mai mi azzarderei a dire che fosse REALEMENTE e COMPLESSIVAMENTE superiore al 8%!
detto questo LA MIA INFLAZIONE REALE negli anni FRA il 2002 e il 2006 è sicuramente stata (approssimativamente) fra il 20 e il 50%.
tipo la BIRRA che bevo il sabato sera è aumentata di più di un terzo (quindi oltre il 50%) e questo muta i miei consumi portandomi a comprarmi la moretti alla conad e a berla a casa anziche al locale.

quello che voglio dire è: se un problema serio di consumi in concomitanza con l’avvento dell’euro in italia è sorto, io (per quanto RIGUARDA ME) lo imputo principalmente ad un aumento (INNEGABILE) dei prezzi e ad una mancata crescita proporzionale dei REDDITI.
sbaglio qualcosa ad asserire questo?

Antonio

@enri: ovvio che no. che domande.

@ale: il fatto sui prezzi e` corretto, e proprio per questo quando cambia una cosa, cambiano i prezzi, e tutto il resto cambia a sua volta. …con buona pace del modello superfisso.
…ma avete usato il libro di macro di blanchard? quello e` ottimo secondo me per un corso introduttivo!
cmq in generale e` vero: anche molti prof di economia in italia insegnano robe intellettualmente ridicole. in molte universita` italiane non si studia quello che si studia nel resto del mondo…con la presunzione che sia il resto del mondo a sbagliare.

Alessandro

io lo dicevo per dire che il mio prof. di Economia Politica (Roberto Censolo, merita di essere citato) ci ha insegnato l’economia non secondo il modello superfisso ma utilizzando un modello che intende i prezzi come irrilevanti.,ma questo solo perchè era un corso per “fiorellini giurisprudenti” immagino che a economia insegni modelli molto più approfonditi, che contemplano le variazioni dei prezzi nel medio e lungo periodo! spero non sia l’unico prof. di economia che lo fa..

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