Ciao a tutti, mi permetto di scrivere un post su questo sito perchè l’argomento mi sta molto a cuore e perchè credo possiate essere interessati.
Vorrei invitarvi alla proiezione del film/documentario Tharaka che si terrà domani sera nel cortile del castello alle ore 9:15.
Come qualcuno di voi sa, mi trovo da Ottobre in Kenya, in Tharaka appunto, una delle regioni più povere, rurali e scarsamente raggiungibili del paese, per il servizio civile internazionale.
In questo posto, che ormai chiamo casa, lavoro nell’amministrazione dell’Ospedale S. Orsola.
Non vi invito alla proiezione perchè apparirò nei titoli del film, né per invitarvi a lasciare qualche spicciolo, anche se la raccolta fondi servirà a sostenere l’ospedale, quindi a comperare medicinali fondamentali per la popolazione ed a pagare i salari dei locali. (La “beneficenza” è un concetto molto personale ed ognuno si regolerà secondo le proprie idee.)
Vorrei che andaste a vedere questo film per avvicinarvi all’Africa.
Prima di partire e conoscere una piccola parte di questo continente, a noi occidentali così ignoto, ero piena di timori e pregiudizi. Malattie,malnutrizione, animali pericolosi, guerre e scarsa sicurezza.. Questo era quanto pensavo e mi dicevano gli amici più perplessi dalla mia scelta ed i miei genitori.
Quasi al termine di questa esperienza posso confidarvi che c’è molto, molto altro.
Non ho certo scoperto il paradiso, c’è malnutrizione, ci sono malattie gravi e pochi mezzi, terrorismo (infatti sono sotto pesanti antibiotici per la seconda volta, ieri sera ho ucciso un ragno gigante ed ho schivato una bomba), ma l’Africa non è così NERA come spesso si pensa. Ci sono lavoratori seri, medici locali innamorati del loro lavoro, famiglie numerose rumorose e colorate che convivono in Clan e si supportano nel momento del bisogno, donne immensamente forti, bambini mamme uomini, che nonostante le difficoltà, sorridono.
Alberto Gigante, che ormai considero un amico, insieme a Luigi, Matteo e Michele, gli artefici del documentario, sono piombati nella vita questo ospedale, di questo villaggio e qui hanno affiancato e spiato gli operatori, i medici, i pazienti ed i cittadini.
Hanno chiesto ed ascoltato, osservato e cercato di capire e mostrare come sia orientata la realtà in questa zona.
Per questo motivo sono certa che valga la pena concedere un po’ di tempo a questo documentario, perché è nato per raccontare in modo diretto quale sia la quotidianità del Tharaka e di questo ospedale che tanto ha cambiato questo posto.
Insomma, una piccola finestra su questa ancora sconosciuta Africa, che vi consiglio di scoprire iniziando da questo documentario.
Vorrei aggiungere che ci sono scelte che non ho condiviso con lo sceneggiatore. Messaggi che il documentario mi ha trasmesso, che forse, da persona troppo interna, non condivido.
Mi piacerebbe potermi confrontare con voi su questo.
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Erri @ Work
ecco… non sono andato!! :-/