Tutti i santi giorni

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enri.jpgQuell’inegualiabile scassa-cazzi di Pregno da alcune settimane va mettendo a durissima prova la mia pazienza gonadica.
E’ indubbiamente una testa dura, una brava persona, a tratti sveglia e curiosa.
Come forse solo il peggior Davide Nanni potrebbe fare, con una costanza tanto metodica quanto maniacale, tutti i santi giorni, polemizza con me via msn sullo scottante tema della turbogas e dell’inceneritore. Per alcuni giorni non l’avevo sentito quand’ecco che aprendo La Nuova trovo una sua lettera ai Verdi di Ferrara.
Il mitico Pregno in estrema sintesi, e sempre cercando di dirlo con le parole diverse nel tentativo -forse- di annoiarmi il meno possibile, mi dice: “il vostro partito a Roma dice una cosa e a Ferrara ne fa un’altra!“, “non bisogna costruire l’inceneritore bensì lavorare sulla differenziazione dei rifiuti“, “non bisognava costruire questi impianti nel nostro comune, i nostri amministratori sono dei tonni“.
Non credo con questo post di poter demolire ogni sua argomentazione, ma non nascondo che vorrebbe quantomeno essere l’inizio del tentativo di superamento della fase “vaffanculo - vacci te che ce l’hai più duro - io duro non ce l’ho vacci te e io no” e -ancora- del tentativo di rivitalizzare i miei testicoli sfrangiati da mesi di fastidiose -e a mio giudizio immeritate- pedate (sono un grande poeta vero?)

- A differenza del mio già citato interlocutore, farei molta attenzione a lanciare l’accusa di incoerenza (”i tuoi parlamentari dicono una cosa e il tuo sindaco ne fa un’altra“).
Il parlamento dove si discutono e decidono fra le altre cose le politiche energetiche ed ambientali dell’intero paese, si manifesta una frattura (in realtà diverse) fra la proposta di un governo (il colore si può trascurare) e le linee di alcuni partiti di centrosinistra in parlamento. In quella sede la battaglia parlamentare degli ambientalisti (chi più e chi meno) pareva chiara: contenere i danni. Se il governo voleva 100 impianti di produzione elettrica e 300 inceneritori, il centrosinistra si è battutto o per un’altro piano energetico e di smaltimento, o per un ridimensinamento sensibile della proposta iniziale, o -il caso dei massimalisti- per non avere niente di niente. Il risultato è stato averne solo 20 e 100, e spero saremo d’accordo che trattasi di un’alternativa decisamente preferibile alla prima!
A questo punto la decisione sovrana del parlamento deve partire e deve poter restare tale. Cosa succede, come nel nostro caso, se ad una giunta di forze di centrosinistra che in parlamento avevano osteggiato il primo piano ma accettato il secondo (reputato migliore per il paese) come sopradescritto? Ha questa
giunta
l’autorità di
ri-discutere gli accordi
presi al
livello superiore?
Ha questa giunta l’autorità di ri-discutere gli accordi presi al livello superiore?
Non solo non ne ha l’autorità, ma non è difficile sostenere che è straordinariamente giusto che non ce l’abbia!
Si può casomai discutere dei sistemi di tutela dei governi e delle comunità locali, ma a ben vedere questi già esistono e nel nostro caso sono stati ampiamente richiesti, sollevati ed utilizzati dal sindaco.
La coerenza della politica -caro Pregno-, non sta nel difendere sempre e comunque la propria linea ma nel rispettare le regole e gli accordi che ci si è dati, in primo luogo quelli costituzionali e più in generale quelli del bene dell’intero sistema.

- La battaglia per aumentare sensibilmente la quota di rifiuti raccolti in maniera differenziata -e quindi da riciclarsi- è sacrosanta e inoppugnabile. Una di quelle cose su cui ci si dovrebbe mobilitare (sono il primo a dirlo) su tutti i fronti, tutti i giorni, nelle nostre case.
Ma che cosa extradiavolo centra con la costruzione dell’inceneritore? Che cosa?
Accettiamo la linea dei sognatori o comunque dei superottimisti come il grande Pregno ossia: se facciamo davvero i bravi, dei nostri rifiuti sarebbe possibile ricilarne fino all’80% (vorrei capire a che prezzo ma sorvoliamo); ma che cosa ne facciamo di quel 20%?
“Li bruciamo??” (con la voce di Gerry Scotti a “Chi vuol essere…”).
Ahimè si, non c’è altra via che non sia interrarli sotto il mare o in nigeria, lasciarli per la strada o spedirli nello spazio (che però presenta altre evidenti controindicazioni).
E dove si bruciano i rifiuti? Prima ancora di arrivare a dirti che bruciarli in un impianto nuovo è meglio che farlo in uno vecchio, voglio che sia chiaro che: la battaglia per la raccolta differenziata e la naturale e conseguente riduzione degli impianti di smaltimento, non significa combattere contro la costruzione di qualsiasi impianto, mi spiego?
Ne dobbiamo volere di meno, il meno possibile, ma li dobbiamo volere! Sono -allo stato attuale- indispensabili!

- Arriviamo al nocciolo duro, il vero oggetto del contendere ed in merito al quale ritengo sacrosanto il diritto di noitutti cittadi al massimo di informazione e di trasparenza: “perchè proprio qui?“.
Premesso che non essendoci fra di noi creature onniscenti che possano arrogarsi la possibilità di sancire quale avrebbe potuto essere la migliore delle soluzioni plausibili e possibili circa il luogo, mi limiterò ad analizzare perchè proprio la scelta di costruire qui i due impianti non sia da considerarsi a priori una scelta sbagliata.
Un primo molto abusato ma altrettanto accantonato è il confronto fra quello che già vi è oggi in termini di emissioni e polveri e quello che ci sarà domani.
Un secondo più cinico riguarda i servizi e i costi dell’elettricita e dei rifiuti nel nostro comune e nella nostra provincia.
Un terzo è l’opera di riqualificazione e bonifica dei terreni del petrolchimico dove la centrale viene costruita, un lavoro che andava fatto da decenni senza che nessuno riuscisse davvero a farlo (su questo tema capirei un Pregno che mi dicesse: “non li voto per la merda che hanno già fatto senza dircelo” piuttosto che per quella che maliziosamente sospetti si stia per fare).
Poi la chiusura del vecchio inceneritore, come dicevo sopra meglio uno nuovo di uno vecchio (in questo caso addirittura indipendentemente dalle dimensioni!!).
Un altro valido motivo, ahime anche questo sporco e contingente, è il lavoro di diverse decine di persone e il futuro di tutta l’area del petrolchimico. Un’area industriale che ha fatto la fortuna di questo comune e attorno al quale ruota gran parte dell’economia di almeno tre grandi aree urbane.

Per concludere, vorrei che cercassimo di capire qual’è il nostro ruolo in questa vicenda, chi siamo e cosa possiamo fare. Io ben da prima di te caro Pregno -anche solo per ragioni anagrafiche- avverto una discreta… ma cosa dico? … avverto una maniacale preoccupazione per la qualità dell’aria che respiriamo, per i cataclismi ambientali cui potremmo andare incontro, per tutta la questione ambientale (riguardo al pianeta) e sanitaria (riguardo alle persone).
La sfida da vincere non quella di scappare dietro i “no“, ma di individuare le condizioni del “si“. Parlare di condizioni è parlare di regole e di limiti.
Discutiamo e combattiamo per i limiti nelle emissioni inquinanti, facciamolo a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.
Alla turbo gas possiamo dire di si, decidiamo a che condizioni! Su questo terreno siamo ancora in tempo… saremo sempre in tempo, ma meglio arrivarci prima.
Continuo poi a dire che contestualmente alle industrie anche i cittadini devono sapersi assumere la responsabilità di una nuova logica di vita su questo pianeta. Facciamola una politica urbana del traffico con i contromaroni, lo ripeto in continuazione: blocco del traffico tutti i giorni, ztl in tutto l’entro mura, tasse sulla circolazione urbana, investimenti in mezzi pubblici, in reti e telelavoro….

Ps: Domani grandissimi momenti! Pranzo ad Aguscello, ci si trova alle 12 in federazione e si va via tutta assieme!!
Faccio il Buriani: “chi legge questo messaggio si consideri invitato“, anche Pregno!

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One Response to “Tutti i santi giorni”

enzo

cazzo enrico, non ci crederai ma anche qui da due settimane mi stanno rompendo le balle con una petizione del MIZ(amici di beppe grillo e& Company) che oltre a sostenere il necessario aumento della raccolta differenziata si oppongono in maniera categorica e ottusa al rinnovamento di un inceneritore già presente vicino a forlì che essendo ormai obsoleto anche se può bruciare meno (in quantità) di quello nuovo inquina molto, molto di più. tra l’altro la petizione propone come unica via per aumentare la differenziata la raccolta porta a porta che effettivamente ha dato ottimi risultati (ma che costa un casino)….
io sinceramente non ho mai amato le “fedi” compresa quella (ottusa non meno delle altre) degli ambientalisti.
spero che il tuo post (che ho appena stampato) muova qualcosa nella testa del mio amico Leonardo (che è una brava testa dura come il tuo Pregno)….ti farò sapere….

PS: per l’ennesima volta riscontro perfetta concordanza tra i nostri pensieri….potrebbe trattarsi di una patologia…

saluti relativisti,,,,,,enzo

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