Un circolo chiuso

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enri.jpgL’altro dì, il fermento democratico Dave Laza Bertolasi ha postato la notizia dell’assassino utilizzato per pubblicizzare una nuova collezione di abbigliamento, occhiali, profumi etcetc…
Per come era stata posta -come al solito- in un primo momento, i temi sollevati erano i soliti: “in italia non c’è certezza della pena“, o “si tratta di discriminazione al contrario“, “problema immigrazione“, o “facciamo qualcosa contro i ROM” etcetc.

La cosa di cui invece mi parrebbe più utile discutere è nella sostanza l’idea del pubblicitario di utilizzare questo ragazzo.
Per quanto non mi piaccia e lo ripeterò fino alla morte, l’idea è geniale, per una ragione semplicissima ossia che funziona!

L’idea alla base è semplice: utilizzare un caso di cronaca come veicolo pubblicitario.
Perchè spendere milioni di euro per creare un marchio e non utilizzare invece un marchio già esistente, creato da altri ma non utilizzato da nessuno!?
Come quelle industrie che usano come materie prime gli scarti di altre attività.
Quello che per qualcuno è merda per altri è oro.
Questo è il caso: lo scopo del pubblicitario è PRINCIPALMENTE far parlare di se, bene o male -in particolare all’inizio- non importa.
Serve una bomba che raggiunga tutti, anche negli angoli più remoti, serve qualcosa che rimanga nella memoria.
Cosi se troviamo un ragazzo diventato famoso -quand’anche per un crimine- non possiamo buttarlo così, potrebbe essere oro.

Il pubblicitario che ha lanciato l’idea a Romjeans di usare Marco Ahmetovic per la sua campagna ha già detto che proporrà ad Anna Maria Franzoni quale donna di punta della campagna pubblicitaria di una azienda di prodotti per bambini.
E tutti come voi già lo sapete: se Anna Maria dovesse accettare, la campagna -drammaticamente- funzionerebbe, come funzionerà (e già sta funzionando) quella di Romjaens.

I consumatori smaliziati si appassioneranno davanti a Porta a Porta, ne parleranno al bar con gli amici e magari posteranno un articolo indignato sul loro blog, fancedo gratuitamente e involtonarimanete la campagna pubblicitaria dei prodotti in questione.
Con ogni probabilità si dimenticheranno di tutto una volta al supermercato quando vedendo i Romjaens diranno “Guarda i jeans di quel figlio di putt… ma cazzo costano 30 euro in meno!!“, magari proprio quei 30 euro che paghiamo al marchio per la pubblicita che questo avrà speso per farsi conoscere e diventare tale.

Il cerchio è chiuso. La campagna va, funziona: e il consumatore paga di meno.

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24 Responses to “Un circolo chiuso”

Berto

E’ un problema.
Il fatto che funzioni intendo.
Come Corona con la sua linea di abbigliamento ha fatto i milioni dopo che e’ stato arrestato per lo scandalo di vallettopoli.
Purtroppo se la gente fosse consapevole e “consumasse” con criterio, forse berrebbe meno coca cola, mangerebbe meno roba della Nestlè e indosserebbe meno Nike.
Una seria proposta di legge penso risolverebbe questo problema: “Chi ha avuto procedimenti penali con relativa condanna, non puo’ apparire in televisione per N anni”
Almeno si eviterebbero schifezze come queste.

Berto

PRECISAZIONE: “N anni” e’ inteso come un numero indefinito di anni.

Antonio

e` uno schifo che funzioni.
e funziona perche` la gente ne parla.
e qui se ne parla.

Alessandro

antonio e enrico hanno ragione, è un fottuto circolo vizioso..ma il silenzio su cose del genere mi sembra qualcosa di impossibile. sarebbe come dire di non parlare della mafia perchè se no le si fa pubblicità, non è questo il modo di agire..che se ne parli, che si rifletta, che si faccia capire che tutto quello che sta succedendo in Italia attorno ai casi di cronaca nera è qualcosa di terribilmente morboso. è dura, ma per carità, meglio che scegliere la strada del silenzio! Berto mi sa che la tua idea di proposta di legge nascerebbe già con dei profili di anticostituzionalità non indifferenti, anche se pensandoci non è così irragionevole..ci vorrebbe coraggio, molto coraggio..

Antonio

parlare della mafia fa molto male alla mafia. mai mi sognerei di ignorare e passar oltre. dunque il parallelo mi sembra fuorviante.

…sul proporre una legge cosi`… a che serve?

se la gente ha cattivo gusto non glielo si fa cambiare per legge.

il problema non e` che quel tizio faccia pubblicita`, ma che una pubblicita` cosi` faccia aumentare le vendite, anziche` diminuirle.
…e ancora, il problema non e` che quella particolare firma venda troppo, ma che la gente non capisce che una cosa fa schifo, quando fa schifo.

e mi ripeto per l’ennesima volta, le leggi non fanno cambiare il buongusto.
e credo sia da stato totalitario pensare che lo facciano, o che debbano farlo.

bisogna che ci togliamo dalla testa che mettere dei divieti sia sufficiente a risolvere dei problemi. e` un ragionamento molto ingenuo, che potrebbe anche mostrarsi pericoloso.

Berto

lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Alessandro

come già mi è capitato di dire in un post (”Del diritto e delle riforme”) le leggi non cambiano certo la mentalità delle persone e non possono essere la panacea di tutti i mali..nel commento di prima, per la parte riguardante la proposta di legge, ammetto di avere detto un’enorme cazzata, soprattutto perchè incoerente su quella che è la mia idea sul rapporto legge-società e il modo in cui si influenzano reciprocamente, quindi ho TOPPATO (Grazie antonio per avermi fatto rinsavire)..per quanto riguarda il parallelo fuorviante..era solo per dire che come si è capaci di far riflettere i ggiovani sulla mafia e le sue conseguenze economiche e sociali..si può anche far riflettere i mitici ggiovani sulle conseguenze sociali di gesti come quelli di Marco Ahmetovic, parlare per educare questo intendo..poi c’è sempre chi intende nel modo sbagliato i tentativi di educazione..ma saranno sempre meno di quelli che ne saranno colpiti positivamente no?

Antonio

ok. parlarne per educare si: il dialogo può far cambiare idea.
effettivamente snobbare notizie del genere è forse un lusso, un intellettualismo.
o forse è che mi sono rassegnato ad essere incapace di educare alcuno.

…in effetti, in ragione di quel tuo post precedente, mi ero stupito. mi chiedevo proprio se avessi cambiato idea…
un perfetto esempio di come discutere a volte sia annche utile.

ora invece torno alla matematica, dove le discussioni non aiutano.

Eloi

anto, ho capito il tuo cinismo e la tua rassegnazione, ma alla domanda se sia BELLO un mondo in cui avvengono le cose di sopra credo si sia tutti d’accordo a dire tendenzialmente NO (lo stesso discorso della droga).

ora mi piaceva capire insieme sulla base di che cosa NON CI PIACE e quale criterio POLITICO e QUINDI LEGALE adottare per arginare comportamenti simili.

anche perchè proprio perchè il mondo non è superfisso anche il CONSUMO di REATI anche se -per me che sono ancora un pò marxista- poco elastico può diventare funzione degli incentivi (dei non disincentivi) che si ricevono.
il cittadino razionale prima di delinquere mette in conto che rischia anni di carcere.
se nel mondo di domani (oggi) al conto aggiungi che se fai la cazzata ben bene magari vai in tv o comunque ti insacchi 300.000 crei precedenti non sottovalutabili.

io caro anto, credo che il problema si debba porre, non si possa lasciar stare.

un criterio può essere che fra LE PENE che si scontano vi sia quella di non potersi vendere ai media e ai pubblicitari? sarebbe incostituzionale?
non credo… ci sono reati per cui si toglie il voto, fatemi capire…
si lasciano tutti i diritti tranne quello di fare una fortuna in tv!!

Dario

Secondo me può esser fattibile. Oppure ci si può anche andare, perchè intervistati da un giornalista o in un programma, ma senza ricevere compensi. Mi appare meno complicato di altre cose.
In realtà questo episodio ricalca una consuetudine che da noi ha lati ben più gravi, cioè che chi commette reati e infrazioni di ogni sorta vive beato e impunito anche nelle istituzioni; questo per la lentezza della giustizia sì, ma anche perchè l’annientamento della capacità critica della gente accompagnato a indifferenza è a buon punto.
E questo è senza dubbio un problema educativo.

Antonio

…quindi secondo voi il problema NON E` che alla gente “piaccia” questa sorta di macabra scelta, ma piuttosto che quel ragazzo stia facendo un bel po’ di soldi. giusto?
non avevo capito che fosse questo il problema.

inoltre, dal ragionamento di enrico, sembra emergere il timore che la possibilita` di fare una barca di soldi a seguito della pubblicita` aumenti la criminosita`, perche` ne aumenta il payoff.
giusto?

…se sono queste le vostre preoccupazioni, sono d’accordo che una legge di quel genere possa essere utile. finora mi sembrava di aver capito che il problema fosse solo quello “di buongusto”: per quello la legge sarebbe inutile.

personalmente tuttavia, credo che quest’incentivo a delinquere ulteriormente sia quasi nullo: sul totale dei reati commessi, direi 3 o 4 l’anno ti fanno diventare “famoso” e far soldi. …quante migliaia sono i reaati in un anno? facciamo 20.000? la probabilita` e` dello 0.005%. metti pure che ti faccia fare 100.000 euro, in valore atteso quanto fa? 5 euro? tu andresti in galera per 5 euro?
se la risposta e` si, allora quella legge ha senso farla.

Antonio

ps: i conti potrebbero essere sbagliati, che` ho appena aperto gli occhi e non ancora preso il caffe`.

Alessandro

dopo averci ragionato un pochino di più..e grazie agli spunti di riflessione di antonio credo di aver raggiunto una posizione decentemente democratica: se si intervenisse su due fronti? quello educativo e quello giuridico? tra l’altro dal punto di vista giuridico il problema nemmeno sarebbe da porsi visto che essendo la pena una pena di tipo detentivo (seppure debole come gli arresti domiciliari) allora il valore repressivo della pena consiste proprio nella restrizione forte della libertà personale..nel senso..mi sembra ovvio che un condannato (siano arresti domiciliari o detenzione carceraria) non possa apparire in tv o sui media se non per motivazioni del tutto eccezionali! quindi la questione qui è sulla valutazione del giudice che ha giudicato sull’opportunità per ahmetovic di apparire in tv, giudizio che ovviamente non condivido (e che, converrete, difficilmente condivisibile). Nessun intervento nuovo quindi, ma solo un’applicazione ragionevole delle norme già esistenti.

Eloi

@anto
prima di dirti se il mio è più un problema di buon gusto, di lucrare su casi di cronaca (in particolare casi che hanno scosso una nazione), di cultura irriguardosa e antisociale fammi capire: a te un caso così NON TOCCA MINIMAMENTE SU NESSUN PIANO!?

Antonio

si, mi fa schifo. mi fa schifo, molto, vedere che i miei connazionali hanno tale cattivo gusto e dimostrano tale ignoranza.

ma qua non siamo all’asilo, e proporre leggi non puo` comunque essere l’equivalente di sbattere i piedi per terra.

il fatto che questo cattivo gusto mi faccia schifo, e che trovi immorale quella campagna pubblicitaria, non e` sufficiente per appoggiare un “divieto” come quello proposto da berto:
1) perche` non risolve il problema.
2) perche` porre divieti inutili, ovvero che non risolvono alcun problema, va pure contro la mia morale: qualsiasi restrizione alla liberta` individuale deve essere giustificata dalla soluzione di un problema rilevante.

…a me il fatto che quello abbia fatto soldi in questo modo, fa molto schifo. ma molto. ma non e` qualcosa su cui legifererei.

la legge non puo` essere l’estensione diretta di affermazioni etiche individuali. solo in una dittatura questa visione della legge puo` essere giustificata.
…in altre parole, se io fossi il dittatore di questo stato delle banane, si` che lo vieterei.
ma in una democrazia, anche in questa repubblica delle banane, mai appoggerei una legge di questo tipo.

le leggi che approverei come dittatore, non sono le stesse che sosterrei in una democrazia.

Eloi

premesso che la proposta di legge di berto non è una reale proposta di legge ma una cosa buttata li, visto che la GIUSTIZIA DEMOCRATICA vieta ad esseri umani colpevoli di particolari crimini anche solo di calpestare alcuni metri di terra o come dicevo prima di VOTARE o di essere VOTABILI, non credo sia così incostituzionale l’idea di PROIBIRE l’accesso ai MEDIA per fini pubblicitari, e non mi pare neppure una cosa contro la mia morale che non credo essere troppo diversa dalla tua.

ne parlavamo anche con toki, tu davvero trovi antidemocratico l’intento di PROIBIRE la possibilità di GIOVARSI di un capitale ottenuto VIOLANDO LA LEGGE?

Antonio

non ho detto che la proposta di berto e` anticostituzionale, ma alquanto ingenua.

quanto al tuo rilievo sulla “giustizia democratica”, vale l’appunto di alessandro: se suddetta giustizia limita l liberta` di movimento, sono sufficienti le norme esistenti per limitare, nel caso, l’esposizione sui media.

il capitale in questione non e` ottenuto violando la legge: il nesso causale e` assai indiretto. e questo nel diritto fa un’enorme differenza!

poi io l’ho detto: il fatto che io trovi immorale una cosa, non significa che sia democratico vietarla.

a questo punto, e` forse evidente che la mia e la tua morale sono MOLTO diverse: come ho detto prima, ed e` l’unico aspetto moralmente rilevante nella questione, io trovo IMMORALE vietare qualcosa a qualcuno senza che questo divieto determini un significativo vantaggio per qualcunaltro.
di conseguenza, trovo politicamente ABIETTA la posizione che, in democrazia, “si debba vietare qualcosa perche` qualcuno la ritiene immorale”.
per questo prima ho detto che le cose che sosterrei da dittatore (tra cui per es. la proposta di berto) non le sosterrei in democrazia.

…mi spiace, ma non riesco a spiegare la mia posizione meglio del mio commento precedente.

Berto

bah, non e’ il mio mestiere fare le leggi, posso solo fare proposte di come vedrei migliore questo mondo.
Qua non e’ questione di essere dittatori o meno e mi dispiace molto che tu Antonio pensi questo di me.
Qua i ragazzini stuprano le ragazzine, fanno i bulli, disegnano svastiche sulla schiena dei compagni e ancora la gente sta qua a chiedersi quale sia il problema senza far niente, cioe’ io ho 20 anni, ma quando facevo le superiori 3 anni fa non era assolutamente cosi’.

Il problema e’ che la linea che passa tra i giovani e’ che tutto gli e’ consentito, tanto sono giovani. (pensiero abbastanza scontato)
Partendo da questo presupposto, devono essere “i meno deficienti” (non dico normali) a far passare i messaggi giusti.
Questa porcheria non lo e’.
Ribadisco il concetto: vogliamo continuare a chiederci che cos e’ che non va, oppure tentiamo di far qualcosa di concreto anche se “forte” ?

Antonio

berto, ho solo detto che
“la logica che puo` sostenere la tua proposta e` tendenzialmente totalitaria”.

-se sei d’accordo con questo, le cose sono due: o cambi idea sulla proposta, o sottoscrivi una logica totalitaria.
-se non sei d’accordo con questo, finche` non mi saro` convinto che la frase tra virgolette e` sbagliata, dovro` concludere che o non hai capito, o sei su posizioni tendenzialmente totalitarie.

se ti dispiace, mi dispiace.

Eloi

chiarisco:
il ragazzo ha sviluppato CAPITALE commettendo il crimine perchè giornali e tv l’hanno reso famoso.
se non avesse ammazzato da ubriaco 4 ragazzi non sarebbe famoso e neanche penserebbero ad ingaggiarlo.

volevo specificarlo prima ma lo faccio ora e la metto ancora più forte:
è antidemocratico VIETARE o meglio ESPROPRIARE ad un deliquente il CAPITALE (quand’anche immateriale) che ha ottenuto con atti illegali?

non l’ho mai messa, in questo topic, sul piano della morale.
ho chiarito che mi pare un’operazione estremamente efficente ma che CREDO non produca atteggiamenti sociali virtuosi.

detto questo e ne potremmo parlare LA MORALE intesa come insieme di tabu e credenze NON E’ IRRAZIONALE, o meglio, quasi mai lo è completamente.

e in questo caso l’uomo della strada quale sono giudica negativamente l’episodio di cui sopra con l’etichetta del cattivo gusto, ma -ed era il senso del post- credo si possa argomentare e dimostrare quanto la scorciatoia morale sia RAZIONALMENTE giustificabile.

visto che credo si possa essere tutti d’accordo che “alla decenza c’è un limite” il tema è come porlo, e per questo non sto dicendo “vietiamo perchè non mi piace” sto dicendo “non ci si deve poter arricchire per atti illegali”.

mi pare tutt’altro che dittatoriale e antidemocratico.

se c’è qualcosa che mi sfugge spiegami.

Antonio

nel tuo commento precedente, parlando della tua morale non troppo diversa dalla mia, l’HAI MESSA SI` sul piano della morale.

anch’io come ho detto giudico negativamente (molto!!) quell’episodio.

alla decenza c’e` un limite, MA NON SI PUO` IMPORRE PER LEGGE. …anche perche` evidentemente il nostro senso del limite e della decenza non e` quello degli italiani, se quei jeans vendono di piu` per quel motivo.

ripeto, il concetto di capitale che usi, incorpora una catena di eventi molto complessi, in cui il nesso tra un passaggio e l’altro e` molto lontano dall’essere necessario. dunque, causalmente, l’aver investito quei 4 poveretti e` lontano anniluce dall’aver fatto dei soldi. …mi venga in soccorso chi studia legge, che` non so usare il linguaggio appropriato… ma queste cose rilevano eccome per le fattispecie penali!
la logica e` la seguente: supponi che io compia un reato, vada in prigione, ed in prigione conosca un imprenditore (uno dei pochi) arrestato per illeciti, e quando usciamo lui mi offra un lavoro… NESSUNO PUO` DIRMI CHE DEVO RINUNCIARE A QUEL LAVORO!!! E` LA STESSA FOTTUTISSIMA COSA!!!il legame c’e`, ma quando e` cosi` indiretto, NON SI PUO` FARLO VALERE!!!

Alessandro

in questo sono d’accordo con Antonio, seppure esista il principio per il quale un soggetto non può trarre vantaggi dalla violazione di una legge, non lo si può applicare a questo caso..tra violazione e vantaggio ci deve essere un nesso di causalità diretta (es. uno uccide i genitori per ereditare..)..con quel poco che ho studiato direi che la violazione e il vantaggio devono essere legati allo stesso “fatto” (che è quello dell’uccisione in questo caso) e così in effetti non è. ribadisco la mia posizione che se i giudici avessero avuto più maroni e meno remore (eccessivamente) garantistiche quell’uomo sarebbe in carcere e non ci si porrebbe alcun problema.

Eloi

@anto
non capisco come si possa dire che è la stessa cosa.
è la stessa cosa SOLO perchè si tratta di un legame indiretto, è una situazione simile ma non equivalente.

“marco non ha ucciso per fare soldi” ma “farà dei soldi per aver ucciso!” e solo per quello.
nell’esempio di anto, un imprenditore potrebbe assumerti perchè magari scopre che ti chiami davide bertolasi e sei un genio dell’informatica, ma non perchè hai ucciso 4 ragazzi e il tuo nome è su tutti i giornali da mesi perchè -e solo perchè- hai ammazzato dei ragazzi da ubriaco e hai tentato di scappare.

se la legislazione vigente potrebbe essere sufficente ma intanto non lo è, non sono pregiudizialmente contro l’idea di provvedimenti.

e comunque alla decenza un limite la legge lo pone sempre.
come lo fa è il discrimine fra un sistema autoritario ed uno democratico.

antonio

anche su cosa cosa ponga i limiti e` un bel discrimine.

continuo a vedere i due esempi come equivalenti.
la differenza consiste soltanto nel cattivo gusto del pubblico italiano, dei giornalisti e dei pubblicitari, di cui quel ragazzo non ha colpa.

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