ciao a tutti,
purtroppo leggo le notizie a periodi…e a volte faccio fatica a connettere quello che leggo, mi pare le notizie siano generate a caso, senza un nesso logico…quasi non si parlasse dello stesso paese, a distanza di pochi mesi…
oggi leggevo sul corriere che a quanto pare L’ISTAT sostiene si sia chiuso il 2006 con un rapporto deficit/PIL del 4.4%.
…ma allora, a cosa si riferiva ’sto benedetto “tesoretto” (che poi, siamo seri: che modo di palare è questo?…chi parla male pensa male, vive male!)… sinceramente, non capisco.
poi ho un’altra domanda, sull’esito del congresso:
personalmente, ero molto contento del progetto del PD, perchè abbastanza convinto fosse l’unico modo per avere un liberal-socialismo maturo in italia. quello che ho letto dai giornali (il corriere in realtà, che la repubblica era in sciopero ’sta settimana) circa le grandi linee del progetto costituente mi sembrava positivo…
ma sono un po’ preoccupato: sono stato abbastanza stupito di parlare con i miei e sentirli insoddisfatti, o preoccupati, o incazzati. da mia madre che dice “ma questo è proprio un partito di centro!”, a mio padre che non ho capito bene esattamente cosa dicesse, però mi ha indotto a rifelttere un minimo su mussi, e quello che rappresenta.
…il problema non è mussi in sè, quanto gli elettori: lo scrissi tempo fa, e ne sono ancora convinto. per avere successo, il PD deve cambiare radicalmente elettorato: fondamentalmente sì, è un partito di centro. …e non mi dispiace per niente, perchè di politiche liberiste ha bisogno l’italia oggi, e perchè spero che la cultura e la tradizione politica non siano acqua, cosicchè si possa sperare in un liberismo con una faccia diversa da quello di blair. ma allora qual’è il problema? …il problema è che questa grossa scommessa dovrà essere accompagnata da sforzi enormi, per conquistarsi una credibilità sul campo. la credibilità rispetto a politiche che non si sono mai fatte, di cui si è solo discusso, e pure vagamente, o soli in pochi. …una credibilità difficilissima da guadagnare, in queste condizioni. e che dovrà essere per giunta tanto forte da reggere l’impatto con la sinistra secessa, la quale non fa tanto paura per quello che mussi, o (mi pare di aver capito, senza sorprendermi) berlinguer sono, ‘chè sono solo dinosauri che la società di oggi non la capiscono proprio. quanto per le bandiere rosse. che loro avranno e noi no. per quelle bandiere che secondo me molto probabilmente si uniranno (magari non al 100%), di rifondazione, dei comunisti italiani, di questi mussiniani del correntone, in un partito dell’immobilismo sociale, del dirigismo, delle buone intenzioni e dell’inezia operativa…
beh, il partito dell’immobilismo avrà le bandiere rosse. avrà l’accesso ai simboli. avrà i giovani del centro-italia con le magliette di che guevara, e di zapata che pure non c’entra un cazzo. …e fin qui, sto parlando solo di marketing, non di politica.
quanto alla politica, avrà il supporto dell’aristocrazia operaia, assai influente nei sindacati, e di molti pensionati. più qualche idealista o letterato che l’economia l’ha studiata sul capitale…gran libro, per carità…ma del 1882 (mi pare, non ho voglia di controllare, comunque è giù di lì)… ‘chè gli epigoni più recenti fanno poco altro che ripetere le stesse cose, mettendoci dentro i computer…
insomma, lasciando perdere la teoria economica. la domanda, che mi rendo sempre più conto non essere davvero una domanda, è la seguente: ce la faremo a crearci una credibilità per conquistare i voti dei riformisti di tutta italia? ce la faremo a convincere gli elettori davvero riformisti della sinistra, che le politiche sociali oggi devono liberalizzare, non dirigere, il mercato?; ce la faremo a convincere i centristi (politicamente) laici (’chè coi lacchè del papa con la bandiera bianca e gialla e il casco dorato e “chiavato” c’è poco da fare) che il vero riformismo è targato PD?; ce la faremo a prendere voti dalla destra liberale?
ma soprattutto: saremo abbastanza credibili, con le spalle larghe, da resistere al fascino sovietio-markettaro delle bandiere rosse, agitate con foga adolescenziale dalle menti sclerotizzate del partito dell’immobilismo?
è necessario che a questa rivoluzione strutturale da cui nasce il PD, segua una rivoluzione culturale che sia in grado di dare sostegno e spessore al movimento, che per questo guadagni credibilità, e respiro. …bisognerebbe che ognuno di noi, partendo da quelli che leggono questo forum, sapesse dire, convincentemente, perchè il PD va bene per il paese, con parole che sia i centristi sia i secessionisti immobilisti non ancora completamente sclerotizzati sappiano capire.
…sto pensando, per cominciare, ad iniziative culturali di formazione. come SG (o comunque si chiami ora, che non mi è chiaro come burocraticamente questa si collochi dopo lo scioglimento dei DS), secondo me questo è uno dei primi terreni su cui ci si deve muovere.