Povera Università… sono anni difficili, di negligenze e maltrattamenti.
Tra poche settimane finalmente potremo giudicare, con il nostro voto. Perchè qualcosa può e deve cambiare, e non dobbiamo convincerci che la nostra scelta non abbia valore reale.
È sufficiente guardarsi intorno per evidenziare situazioni frequenti nelle facoltà del nostro ateneo, chiari indici di un momento di crisi: ragazzi volenterosi, laureandi o dottorandi, che aiutano i docenti titolari in alcune parti del corso e si sobbarcano un notevole lavoro - forse non dovremmo smettere mai di ringraziarli - a titolo completamente gratuito; docenti provenienti da altri atenei, quindi difficilmente reperibili, che tengono corsi importanti, con contratti “esterni”; ricercatori quarantenni o più, che sono a tutti gli effetti titolari di corsi (più di uno!) ma senza la possibilità di concorrere per un posto da professori; tanti giovani “assegnisti”, che vorrebbero magari farsi una famiglia ma non hanno certezza del loro futuro perchè l’università, spogliata di ogni risorsa, ha per loro solo un contratto a breve termine.
E poi i mille problemi degli studenti, tra cui una didattica a volte contorta o scadente, poco dinamica, che toglie valore alla laurea non dal punto di vista legale ma dal punto di vista delle reali opportunità di un neo laureato di trovare un lavoro soddisfacente e in stretta relazione con quel che ha scelto di studiare. Insomma una didattica ancora non ben commisurata ai nuovi percorsi di laurea e laurea specialistica.
Non c’è forse qualcosa di ingiusto, di terribilmente “precario” in questo? Proviamo ad andare più a fondo. Sembra evidente che all’interno di questo grande contenitore che è l’Università ci siano risorse, soprattutto umane, considerevoli: per volontà, passione, competenza, intelligenza. Siamo in gran parte ragazzi con voglia di fare e capire, con un modo di pensare, europeo, globale, da cittadini del mondo. Quale miglior “propulsore” per uscire dalla stagnazione del nostro paese, e creare i presupposti di un livello di vita migliore? Una ricerca scientifica libera e valida vuol dire aumento delle conoscenze, e di conseguenza innumerevoli vantaggi per tanti ambiti della società civile! Un nuovo farmaco o una nuova cura, una nuova tecnologia di comunicazione, un modo alternativo di produrre energia, un’auto che non inquina, una città più bella e vivibile… sono solo un’infinitesima parte dei risultati che la ricerca può dare; dimostrano che un’ Università solida fa bene ad un paese e lo sostiene, rendendolo più avanzato e più equo; in più lo protegge e lo promuove, difendendone i beni culturali e ambientali.
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