
Più è profondo il letto del fiume, meno questo fa rumore.
Sono appena entrato in casa.
Torno a casa dopo tre giorni a Firenze, al Congresso.
Il mio primo congresso: l’ultimo di questo partito.
Sono stati tre giorni decisamente intensi.
Innegabilmente intensi.
Dal discorso conclusivo di Fassino fino all’ingresso nel mio domicilio e quindi per tutto il viaggio da Firenze a Ferrara, ho ricevuto almeno 5 telefonate del Nanni, interessato di conoscere nel dettaglio gli esiti del congresso.
Ho ceduto e l’ho invitato a cena con Francy. Ho raccontato e fatto vedere spezzoni degli interventi.
Credo di essere in condizioni psico-emotive pessime…
Provo un senso di disarmante impotenza davanti al tanto comprensibile quanto vigliacco spirito militarista delle mozioni con cui si sono chiusi i lavori; i compagni ed amici della Sinistra di Mussi che se ne sono andati, con le lacrime agli occhi, a pezzi, composti e silenziosi, e la maggioranza che, emozionata dall’intervento della Finocchiaro e dalle conclusioni di Fassino, ha asciugato le lacrime e votato l’avvio della fase costituete di quel partito nuovo di cui si parla da un anno.
Ho cercato di inseguire Tito, Paola, Cristian e Sandra (ferraresi delegati per la mozione Mussi) per tutto il congresso, ma per dire cosa? Per fare cosa?
Come dicevo sopra, provo impotenza.
Si parte da Firenze con una responsabilità importante, dannatamente importante: nei confronti del partito che ci lasciamo alle spalle e del paese che abbiamo di fronte ripetiamo di voler servire.
Una responsabilità che potremmo anche immaginare di non avere ma che abbiamo, tutti quanti.
Lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato.
Torno da Firenze con almeno due certezze, Anna Finocchiaro e Walter Veltroni.
L’intervento della prima è stato in assoluto, dal mio punto di vista, l’esperienza politica emotivamente più importante della mia vita. Mi sono trattenuto dal piangere -e ammetto che è stato difficile- giusto per non apparire una mammoletta, ma nella mia testa mentre parlava di condizione femminile, di inclusione e di legalità, ho percorso in lacrime il corridoio centrale, le sono saltato addosso e sono arrivato a dirle: “TI AMO! Farei per te qualsiasi cosa…“.
A Veltroni devo semplicemente una parte della mia vita.
Dopo l’intervento di Mussi si percepiva una platea morta, ammazzata, sepolta. Non certo dal contenuto della proposta politica alternativa presentata al congresso; si trattava di un disagio tutto umano, perchè si parlava di persone, dei tuoi vicini di posto nei consigli, di quelli con cui hai fatto 1000 banchetti in piazza o con cui hai cucinato pinzini da quando eri un bamboccio.
Ha esordito dicendo che il sentimento che ci pervadeva, era il sentimento giusto.
Il sentimento giusto, la prova del nove. Quello starci male è precisamente avvertire la responsabilità della necessità, è la consapevolezza di essere in questo mondo per cambiarlo.
E’ il sentirsi piccoli davanti ad una grande sfida, quel sentirsi piccoli che esige di crescere e dimostrarsi all’altezza.
Un discorso prima di tutto umano e poi politico; quello che doveva essere in quel momento. Quaranta minuti di discorso a braccio a quindici minuti dal discorso di Mussi senza sbagliare una virgola.
Continuavo a guardarlo e a pensare “ma come fa! non è umano!“.
Giovedi ho visto Berlusconi!
Gli sono andato vicino, era ovviamente circondato da guardie e giornalisti…
Mi ero già preparato una scenetta che non ho poi realizzato, volevo chiederli una foto e dirgli “così torno a Ferrara con la prova che esisti davvero e che non sei una bugia della sinistra inventata per vincere le elezioni!”.
Magari domani scriverò altre riflessioni, frattanto la top five degli interventi al congresso (li trovate tutti su dsonline.tv!):
1) Anna Finocchiaro (Terzo giorno)
2) Walter Veltroni (Secondo giorno)
3) Piero Fassino (Conclusioni terzo giorno)
4) Massimo D’Alema (Conclusioni secondo giorno)
5) Fabio Mussi (Secondo giorno)
Patrick
compagno sei riuscito, scrivendo questo post, ad emozionare una montagna umana come me… grazie enri…avrei voluto essere a Firenze con voi…